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PROGRAMMA 2010

 

 

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PROGRAMMA /

Per la terza edizione del NodoDoc, festival internazionale del film documentario, il Salone Gemma ha collaborato con l’organizzazione e la curatela di una serie articolata di eventi che si svolgeranno durante la giornata di

VENERDI’ 8 maggio:


ALLE ORE 11.00 : INCONTRO CON MARCO BRIZZI

In collaborazione con il Dipartimento di Progettazione Architettonica ed Urbana della Facoltà di Architettura di Trieste, organizzato da Christina Kruml.

Aula 3B Edificio H3, Piazzale Europa, Trieste

L'incontro verterà sul rapporto tra Architettura e Media ed affronterà le dialettiche corpo/immagine, reale/virtuale, abitare/tecnologia, cercando di avviare una breve riflessione sulle tecnologie e sulla loro incidenza sulla trasformazione dell'abitare e pensare lo spazio contemporaneo dalla fine dell'Ottocento ad oggi. Marco Brizzi racconterà le sue esperienze personali attraverso il suo lavoro con ARCH'IT, con il festival BEYOND MEDIA, con Image, ed altre esperienze che mostrano il passaggio dal paradigma tecnologico al paradigma mediatico.
MARCO BRIZZI è architetto, critico ed organizzatore di eventi ed iniziative per la promozione e la valorizzazione dell'architettura. Direttore di ARCH'IT, rivista digitale di architettura, una delle principali strutture italiane d'informazione sull'architettura in Internet. Fondatore di Image - organizzazione nata a Firenze nel 1997 di riflessione critica sul ruolo delle nuove tecnologie per la produzione e la comunicazione in architettura - e curatore del Festival Internazionale di Architettura in Video BEYOND MEDIA, realizzata da Image. È inoltre commissario per il Multimedia di Archilab 2000 e collaboratore di Planum, piattaforma europea di informazione urbanistica online.

 

 

 

ALLE 0RE 18.30 : PROIEZIONE DEL FILM ‘KOOLHAAS HOUSELIFE’

Sezione ArchINdoc, a cura del Salone Gemma.

Cinema Ariston, viale Romolo Gessi 14, Trieste


Koolhaas Houselife, presente nel 2008 anche alla Biennale di Architettura di Venezia, durante un travolgente tour attraverso le maggiori istituzioni accademiche e culturali di architettura in Europa, come il NAI, l’Istituto Olandese di Architettura, e in Nord America, quali l’Università di Harvard ed il CCA, il Centro Canadese di Architettura, sta rapidamente assumendo la forma del ‘cultmovie’, per l’argomento che tratta ma soprattutto per la sua forma.
Nella pubblicazione che accompagna il film e che costituisce un indispensabile compendio all’opera, Joseph Grima, direttore della Storefront for Art and Architecture, una galleria d’avanguardia e uno spazio eventi nella città di New York che incentiva la promozione di posizioni innovative in architettura, arte, design e pratiche territoriali, pone l’accento sulla mancanza , in questo momento di sovraesposizione mediatica dell’architettura, o perlomeno di quelle figure così spettacolarmente definite archistar , di uno sguardo rivolto alla vita quotidiana che si svolge all’interno degli edifici più noti dell’architettura contemporanea.
E’ in questo contesto che si inserisce il lavoro qui presentato.
Dalla sinossi: è un film su uno dei capolavori più recenti dell’architettura contemporanea, la Casa a Bordeaux progettata nel 1998 da Rem Koolhaas /OMA. […] Questo esperimento presenta un nuovo modo di guardare all’architettura ed amplia il campo della sua rappresentazione.
Come ogni casa, La Casa a Bordeaux è un luogo di pluralità con il suo caos, il suo deterioramento e i suoi cambiamenti.
Il lavoro di Ila Bêka e Louise Lemoîne ci offre un ritratto della reale e mutevole vitalità di uno di quei monumenti che noi crediamo siano immortali.
Ciò si realizza attraverso le storie e le quotidiane faccende domestiche di Guadalupe Acedo, custode e governante della casa, e delle altre persone che provvedono alla manutenzione dell’edificio.[…]
Le ulcere, le fistole e gli orifizi, inevitabilmente presenti in qualsiasi manufatto architettonico (si cerca e talvolta si riesce a scongiurarli solo nelle centrali nucleari !!), progettate o involontariamente risultanti anche in questo edificio, (s)graditi imprevisti molto utili all’azione comica che caratterizza il film e che ci fa parteggiare per questa architettura, perché portata su un piano molto umano, suggeriscono l’appartenere di questa casa a quello stesso sistema vivente di cui si tratta parlando di città.
L’approccio intellettuale del film di Ila Bêka e Louise Lemoîne parte però anche da altre premesse.
Le sue influenze potrebbero essere fatte risalire, suggerite in parte anche dagli autori, all’opera di Jacques Tati, che con Mon Oncle (1958) e Playtime(1967) traspone il discorso dell’incomunicabilità tra esseri umani su un piano molto ludico, dove le case e gli edifici, esempi costruiti secondo i canoni del mito della modernità, passano da semplice sfondo dell’azione a soggetto, talvolta ingombrante e ostile, su cui si posa lo sguardo critico e tuttavia sempre comico del regista.
Ma come sottolinea Roberto Zancan nella sua acuta recensione, sul sito Internet dedicato al film, la mimica e le azioni di Guadalupe Acedo, oltre che fare il verso a Tati, vanno direttamente nella direzione della più profonda delle tematiche di ‘Buster’ Keaton, che nel 1920 inizia infatti a trattare l’estraneità del mondo e l’impossibilità di vivere in armonia con la realtà in una serie di cortometraggi in cui lo spazio domestico e l’architettura diventano protagonisti principali delle gag comiche del Maestro americano. One week (1920), The Scarecrow (1920) e The Electric House (1922) giocano in maniera molto incisiva, libera da qualsiasi critica moralista, su temi molto cari alle avanguardie architettoniche del tempo - serialità, macchina per abitare, innovazione tecnologica. Sembra quasi, vedendo Koolhaas Houselife, che il joystick protagonista di uno degli episodi sia lo stesso di quello del geniale ma stralunato inventore di The Electric House.
Proprio in quegli anni venivano progettati e realizzati i primi edifici icone del Movimento Moderno, ed è proprio da quei tempi che appare sempre più evidente come l’occhio della macchina da presa sia il solo ed il più indicato a disvelare la complessità dello spazio architettonico, al di là dell’astratta e convenzionale riduzione del disegno sul foglio di carta.

 

ALLE 0RE 20.45 : Salone Gemma

PROIEZIONE DELLA MINIRASSEGNA ‘VISIONI E PROGETTI
DI ARCHITETTURA

Programma tematico di video di architettura a cura di Image ARCHIVE, con la collaborazione di BEYOND MEDIA, organizzazione e produzione Salone Gemma

Salone Gemma, via san Francesco 52a, Trieste

Quale evento speciale di questa edizione di NodoDoc, il programma rappresenta un percorso attraverso alcuni dei video più interessanti tra quelli presentati durante le ultime edizioni del festival BEYOND MEDIA ed uno scorcio sulle più recenti opere raccolte in Image ARCHIVE. Ne emerge un panorama composito che mette in evidenza le espressioni di alcuni tra gli autori più validi del nostro tempo:


Filippo Macelloni
Torino, Porta Palazzo
(architettura di Massimiliano Fuksas)
IT 2004, 6'06''

Neutral (Christian Grou, Tapio Snellman)
The JVC Hotel, Guadalajara
(architettura di Zaha Hadid Architects)
UK 2001, 1'47''

Kengo Kuma
Bato-machi Hiroshige Museum
JP 2000, 5'11''

Neutral
Lens Louvre Animation
(architettura di Steven Holl Architects)
UK 2005, 4'00''

Tania Pedroni
Gocce
(architettura di Mario Cucinella)
IT 2003, 7'7''

CG Crystal
Changsha
(architettura di Jacques Ferrier Architectures)
FR 2006, 1'33''

UNStudio
Mercedes Benz Museum
NL 2006, 1'55''

Squint/Opera
Olympic Stadium. London 2012
(architettura di HOK architecture)
UK 2007, 4'50''

TOPOTEK 1
L'anello mancante
DE 2006, 3'40''

Simone Muscolino
MongoPalace
(architettura di Marco Navarra - NOWA)
IT 2008, 7'14''

programma in PDF

Image è attiva dal 1997 nella promozione della cultura architettonica. La struttura si è specializzata nella comunicazione dell'architettura puntando sovente sulle nuove tecnologie e ricercando in queste gli strumenti in grado di favorire il dialogo tra chi progetta e chi vive gli spazi del nostro tempo. Image, che coltiva relazioni tra i professionisti dell'architettura, i media e gli organismi pubblici o privati, opera dal 1997 con il video di architettura.
Image ARCHIVE è l'archivio multimediale dedicato alla raccolta, alla conservazione e alla valorizzazione del video di architettura.
BEYOND MEDIA è l'evento di più alta riconoscibilità, in ambito internazionale, per la presentazione dei video di architettura. L'iniziativa, prodotta da Image, è nata a Firenze da un'idea di Marco Brizzi. Giunta alla nona edizione, è una delle principali manifestazioni al mondo dedicate alle più attuali visioni sull'architettura e al dibattito sulle relazioni del progetto con i media.

 

www.image-web.org
www.beyondmedia.it



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